La pratica sportiva e la partecipazione alle competizioni possono diventare un efficace strumento di prevenzione contro la droga.
A questa conclusione è giunta la Conferenza Internazionale “Sport contro droga” che ha avuto luogo a Roma il 20-21 Febbraio 1995, per iniziativa del Comitato Internazionale Olimpico e delle Nazioni Unite, conclusasi con l’Intesa ONU-CIO per l’attuazione di un grande programma “Sport contro Droga” firmata da Juan Antonio Samaranch, Presidente del CIO, e dall’Amb. Giorgio Giacomelli, Direttore dell’Agenzia Antidroga dell’ONU. E’ stata così lanciata una nuova grande sfida contro la droga sul difficile ma decisivo fronte della prevenzione. La novità è consistita nella proposta di un programma di intervento con uno strumento specifico, con un vero e proprio antidoto capace di influire positivamente e potentemente sul comportamento dei giovani a rischio, avviando un rapido processo di formazione che li renda capaci di resistere e respingere la tentazione e lo spaccio della droga. Un èquipe europea di scienziati e terapeuti della tossicodipendenza ha dimostrato che questo strumento può essere lo sport. Nel Corso della Conferenza sono intervenuti autorevoli scienziati, esperti della tossicodipendenza, dirigenti delle Comunità, promotori di iniziative sportive contro la droga, che hanno tutti sottolineato l’importanza della funzione normativa dello sport nella prevenzione contro la droga documentandone l’efficacia.
Molto significativa è stata anche la testimonianza di 5 atleti famosi, uno per ogni Continente: Roberto Baggio (Italia), Kazuyoshi Miura (Giappone), Venuste Niyongho (Burundi), Michael Lynagh (Australia), Abel Baldo (Argentina). Questa pubblicazione contiene le parti più significative delle relazioni e degli interventi di: Pierre Angel, Joaquin Ardaya, Luigi Cancrini, Maurizio Coletti, Nicolas Justicia Del Moral, Guido Meruvia, Adriano Ossicini, Don Mario Picchi, Ignazio Pirastu, Alberto Schepisi, Gisela Marsen Storz.
