Il volume contiene poesie e riflessioni di Ennio Mancini, giovane disabile nato a San Salvo (Chieti). L’autore presenta il suo lavoro come un “canto d’amore e di amicizia per l’umanità”. In realtà il libro è la storia raccontata da scritti autobiografici dell’autore che vuol partecipare agli altri i moti del suo animo, far ripercorrere il corso dei suoi pensieri. È una comunicazione e un dialogo intenso con la gente, a cui Ennio vuole ridire tutto, avvertendo l’esigenza di una confessione senza remore, perché non gli resti ancora la voce soffocata nel fondo. È il racconto di un dipanarsi della vicenda umana che è tutta interiore, con uno stile di asprezza dello svolgimento, con toni ora alti ed ora bassi, a volte suggestivamente patetici che si rifanno alla crudezza della realtà.