Il primo dei quattro autori del volume, Mario Pollo, indica ben undici fattori responsabili di quella forma di esclusione sociale estrema che è il barbonismo, undici fattori che “vanno dalle calamità naturali alla violenza sessuale, passando per le conseguenze delle crisi economiche e le carenze delle politiche sociali”. 
Quale risposta è possibile da parte della società e in particolare della comunità cristiana? Superata, ma non del tutto, visto che è la più facile ed ovvia, la risposta puramente assistenzialistica, della quale riferisce ampiamente ed esaurientemente Luigi Colombini, si apre la strada ben più impegnativa ed impervia legata alla pastorale, all’evangelizzazione, all’“entrare in sintonia con la sofferenza”, come afferma il secondo autore, Renato Rebuzzini o ancora come suggerisce Mario Pollo, legata al raggiungimento di quell’“apertura personale, necessaria non solo a promuovere la carità verso i senza fissa dimora, ma la carità in generale”; apertura che passa attraverso l’animazione, la presa di coscienza del problema per “giungere alla risposta solidale delle comunità particolari e dei loro membri, fino alla trasformazione esistenziale delle persone e delle comunità locali”. 
Infine i percorsi, le storie di alcuni, parte di un’umanità dolente, a volte solo apparentemente spavalda racconti–non racconti, perché, come sostiene Consuelo Corradi, “i barboni, i malati di mente parlano, ma non si raccontano”.