Questo libro si propone di raccontare alcune storie, dove il carcere è la scenografia ricorrente dove in primo piano ci sono sempre gli uomini. Uomini uniti dal peso di colpe molto gravi, ma anche dalla speranza che dalle cadute più rovinose ci si possa rialzare.
Il libro è dunque un intreccio di trame tumultuose, segnate da brutali delitti e interminabili pene, umiliazioni e gioie, delusioni e speranze, rimorsi e liberazioni. Al centro del groviglio c’è soprattutto un uomo che, anziché pronunciare dal pulpito parole come “recupero sociale” o “redenzione”, ha scelto di sporcarsi le mani, da vero pioniere del volontariato dietro le sbarre. Ha avuto il coraggio di guardare l’umanità nel suo punto più vertiginoso: là dove gli estremi del bene e del male si toccano.
