Come accade che una società avanzata come quella lombarda – sostenuta da una solida tradizione industriale, da un mercato del lavoro funzionante e da meccanismi diffusi di protezione – sia ancora sede di vasti processi di pauperizzazione e di esclusione sociale? L’Interrogativo è cruciale, se è vero che in tutte le società avanzate l’integrazione diviene un problema non solo per le popolazioni marginali, ma anche per un intero corpo sociale sempre più esposto alla disarticolazione e alla precarizzazione della sua posizione sociale e lavorativa. Questo volume documenta la crescente esposizione al rischio di una parte consistente della popolazione lombarda, in cui sono inclusi gruppi da sempre considerati “garantiti” e al riparo dal degrado della loro condizione di vita. La crescita della società del rischio viene osservata nei processi di modificazione del lavoro, nella crisi della famiglia e delle reti di aiuto, nella riarticolazione della struttura insediativa, nelle trasformazioni del welfare. Dall’analisi emerge il profilo di un’area di popolazione a rischio situata a cavallo tra integrazione ed esclusione, ben diversa dalla forme tradizionali della povertà e dell’emarginazione, segnata soprattutto dalla precarietà delle posizioni lavorative e dall’instabilità delle situazioni familiari.
