Questo libro prende in esame un microcosmo assai particolare: il manicomio provinciale del quartiere Santa Croce a Macerata nell’ultimo decennio del secolo scorso. Un tema che permette non solo di aprire uno squarcio sulle malate (e sui malati) di mente, ma anche di farsi un’idea sul ruolo della donna alla fine dell’Ottocento, visto che la ricerca si occupa – in particolare – delle ricoverate nel periodo 1890-1900. Prima di analizzare i dati vengono esaminate le linee direttrici dell’evoluzione dell’assistenza psichiatrica a Macerata, con riferimenti specifici al XIX secolo. La vita del e nel manicomio di Macerata al finire dell’Ottocento è stata quindi oggetto della ricerca paziente, puntuale e appassionata di Veroli. Ne viene un quadro sconcertante, che le lettere di Ernesta Cottino (mamma di Sibilla Aleramo) rendono tragico. In appendice: “L’impossibile intesa” di Donatella Donati.