Questo libro è il risultato di un percorso di formazione che Michele Pansini ha coordinato, curando la stesura dei contenuti. Il testo rappresenta la rielaborazione di una esperienza che non può essere fondata sul fare: la necessità che le educatrici e gli educatori – che raccontano e danno luogo a questo libro – hanno, è quella di poter intervenire accompagnando un non fare. Nel libro vi è una oscillazione di esperienza che intreccia o alterna degli elementi legati più da una riflessione bio-psicologica che si trasforma in pedagogia. E’ proposto come lo sforzo, onesto, di riprendere alcune tematiche e riportarle a una maggiore chiarezza. Vi è una sorta di necessità di creare una capacità di essere contemplanti, cioè di contemplare la realtà nel suo ripetersi, realtà che non ha dei grandi cambiamenti, come quella di chi è gravemente handicappato, e di trovare un senso in tutto questo attraverso una profonda riflessione.