Il libro vuole essere, come sostiene lo stesso autore, una “riflessione ad alta voce”, frutto di una piccola esperienza.
Il libro mette in crisi, richiama alle responsabilità individuali e collettive e richiama le coscienze. E’ proposto a credenti e non credenti perché possano riflettere, cercare, scoprire. E’ in fondo una lettura per la scoperta di una spiritualità della condivisione. La forma letteraria è asciutta, non indugia e indica un percorso chiaro, essenziale.
L’idea centrale della condivisione, incarnata dal “Dio della compagnia”, è costantemente donata attraverso un’esperienza di vita vissuta, un impegno serio e quotidiano percorrendo diversi sentieri: la memoria, il male, la giustizia, la comunità, la mondialità, la povertà, l’affettività, la politica, l’individualità e la preghiera.