A differenza di quanto avviene in altri paesi occidentali, in Italia la rottura del matrimonio si consuma in due tappe: alla separazione legale fa seguito il divorzio. Di fatto la prima, sempre esistita, è diventata l’anticamera del secondo, introdotto nel nostro paese solo nel 1970. Questo volume illustra il fenomeno della separazione per mettere in luce le dinamiche della decisione, le conseguenze economiche e sociali, le ripercussioni sui figli. Il 18% circa delle coppie italiane oggi si separa, mentre tendono a diminuire le differenze tra Nord e Sud e tra le diverse classi sociali. Pur implicando costi psicologici rilevanti per entrambi i coniugi, la separazione comporta un diverso destino economico per ciascuno di essi: sono soprattutto le donne che vedono peggiorare il loro tenore di vita, che trovano difficoltà, se casalinghe, a rientrare nel mercato del lavoro, che devono fronteggiare la situazione con un assegno mensile per lo più inadeguato. Se poi si considera la tendenza prevalente ad affidare i figli alla madre, il rischio di povertà è elevato. Nonostante emergano segnali e richieste di un maggior coinvolgimento dei padri, i dati rivelano un consistente allentamento dei rapporti tra padri e figli fin dai primi anni dopo la separazione. Nell’affrontare il tema, gli autori non mancano di formulare alcune concrete proposte di politica sociale.
