Mentre la democrazia e la libertà sembrano trionfare in un pianeta quasi completamente liberato dai regimi autoritari, si assiste invece a un paradossale ritorno di censure e manipolazioni. Nello stesso tempo nuove e più seducenti forme di “oppio dei popoli” ripropongono il “migliore dei mondi possibili”, affascinando gli abitanti del pianeta e distraendoli dai loro doveri civici.
In questa Era dell’Alienazione, caratterizzata dalla world culture e dall’informazione globale, sono quindi le tecnologie della comunicazione ed assumere un ruolo ideologico fondamentale. Da questo fenomeno deriva l’illimitata e inarrestabile proliferazione degli strumenti di cui la comunicazione si serve, dei quali Internet rappresenta il trionfo ultimo: più comunicheremo e più saremo felici.
Ma ora che la comunicazione si impone come un obbligo assoluto, che abbraccia tutti gli aspetti della vita sociale, politica, economica e culturale, non saremo di fronte a una nuova forma di tirannia? L’autore vuole quindi spiegare come la comunicazione sia ormai divenuta la Grande Superstizione della modernità.
