Questo libro tratta di una questione–chiave dello sviluppo: il problema dell’accesso all’economia da parte dei soggetti che attualmente ne sono esclusi. Non è solo una questione di equità e di giustizia sociale. E’ in gioco, innanzitutto, la capacità di produrre ricchezza. E’ ormai evidente, infatti, che i modelli attuali, limitando enormemente il numero dei soggetti attivi in economia e producendo disoccupazione, si privano di risorse fondamentali per lo sviluppo. Così facendo, creano inoltre un ambiente conflittuale e violento che, a sua volta, incide negativamente sullo sviluppo complessivo.
La coscienza della necessità di un’economia più aperta, che faciliti il coinvolgimento dei paesi in via di sviluppo, è ormai diffusa largamente ed è affermata nelle più importanti dichiarazioni internazionali sottoscritte da tutti i governi del mondo. Ma l’attuazione di questo nuovo orientamento incontra enormi difficoltà. Non vi sono solo le difficoltà politiche e culturali legate alla resistenza al cambiamento, specialmente da parte di chi fino ad ora ha guidato le sorti dell’economia. Vi sono soprattutto le difficoltà tecniche di identificare soluzioni innovative e sostenibili, che possano costituire modelli d’azione riproducibili, alimentando politiche economiche più efficaci. E’ qui che si colloca il contributo della cooperazione italiana, illustrato in questo libro. Le Agenzie di sviluppo economico locale costituiscono proprio uno di questi strumenti innovativi che vogliono contribuire a rendere le economie più aperte e democratiche.
Questo volume espone le questioni che tutti si pongono: come identificare attività produttive valide? Come creare e far funzionare bene una piccola impresa quando si hanno molte idee e poche risorse? Come far accedere al credito delle banche i soggetti economici privi delle tradizionali garanzie? Come commercializzare adeguatamente i prodotti delle piccole imprese? E soprattutto: come fare dei processi economici uno strumento capace, al tempo stesso, di produrre ricchezza e di favorire la convivenza pacifica e democratica?