In tutto il mondo, la società contemporanea sta subendo un mutamento radicale. Alla prima modernità del progresso e della controllabilità, del pieno impiego e dello sfruttamento della natura si sta sostituendo una seconda modernità, caratterizzata da cinque processi interconnessi: la globalizzazione, l’individuazione, la rivoluzione dei generi, la sottoccupazione e i rischi globali. La vera sfida teorica e politica di questa seconda modernità consiste nella necessità di dare una risposta a tutti questi processi simultaneamente. Nel suo “manifesto cosmopolitico” Beck prende in esame ciascuna sfida, dai problemi ambientali e del welfare state alle minacce cui viene esposto il sistema finanziario mondiale, riconducendola al processo di modernizzazione riflessiva. Occorre – afferma l’autore – reinventare la politica, passare dal sistema politico dello stato-nazione a un movimento di partiti cosmopolitici che operino sia a livello nazionale che transnazionale. E per farlo, per realizzare una democrazia cosmopolitica che non si perda nel vuoto delle parole, non resta che mettersi in movimento, dischiudendo lo spazio della sperimentazione politica.