Immigrati, handicappati, bambini, anziani… e matti. Sono solo alcune delle maschere sociali che applichiamo a chi sembra diverso da noi, e che ci impediscono di vedere le persone che stanno dietro a quelle maschere, con la loro storia, i loro problemi, la loro ricchezza di vita e di cultura. Lo specchio deformante del senso comune e quello delle istituzioni formano il muro del pregiudizio, che è il più difficile da abbattere perché non si trova in nessun luogo fisico ma percorre la collettività e si radica negli individui.
Il libro tende a valorizzare l’apporto dei “diversi” al farsi e al crescere del corpo sociale. Riflessioni, storie, memorie che mettono a fuoco la realtà concreta della diversità.
