Il XX secolo si è chiuso con una legislazione sia a livello nazionale che internazionale, molto garantista e tutelante dei diritti dei bambini, eppure mai in questi ultimi anni abbiamo dovuto registrare in tutti i paesi del mondo fenomeni diffusi e radicati di violenza e sfruttamento in danno di bambini e ragazzi, sempre più lacerati e devastati dai comportamenti degli adulti, di volta in volta familiari o estranei, sempre più spesso inseriti in organizzazioni criminali. Così i bambini risucchiati nell’illegalità della piovra mafiosa e trasformati in spietati assassini, nell’effimero credo di un’identità vincente; così in Africa e in Asia, i bambini soldato, rapiti alle famiglie e usati nelle guerriglie, costretti ad uccidere, a vivere nella paura e nel terrore, devastati per tutta la vita da laceranti esperienze di morte; così, nei paesi poveri del mondo, i bambini oggetto di sfruttamento sessuale, rapiti o comprati per essere offerti a ricchi turisti che vogliono procurarsi oggetti esotici e proibiti; infine il fenomeno del lavoro minorile, con moltitudini di bambini privati della scuola, del gioco, perfino della famiglia.
Inoltre gli autori del libro non si limitano a riportare una semplice descrizione del fenomeno, ma tentano delle risposte, seguendo i percorsi già segnati nelle quattro ‘P’ della Convenzione di New York del 20 novembre 1989: Partecipazione del bambino alle decisioni che lo riguardano; Protezione da qualsiasi forma di discriminazione; Prevenzione da ogni possibile offesa che ne possa pregiudicare il processo di crescita globale; Predisposizione di forme di aiuto, sostegno, assistenza tali da rispondere alle esigenze fondamentali di crescita.
