Nel settembre del 1995, circa 17 mila persone si sono ritrovate a Pechino per partecipare alla quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne. La conferenza ha prodotto una Piattaforma d’azione sulle iniziative che dovevano essere intraprese da governi, organizzazioni internazionali e società civile, suddivisa in dodici “aree critiche” : povertà, istruzione, salute, violenza contro le donne, conflitti armati, economia, processi decisionali, meccanismi istituzionali, diritti umani, media, ambiente e condizione delle bambine. La piattaforma d’azione è frutto del lavoro di 6 mila delegate e delegati dei governi di 189 paesi, ma anche del contributo di più di 4 mila rappresentanti di organizzazioni non governative accreditate, e del dibattito del forum della società civile, svoltosi in parallelo a Huairou, al quale parteciparono più di 30 mila persone. Venti anni prima, le donne si erano riunite a Città del Messico, poi a Copenhagen e a Nairobi; e nei cinque anni precedenti la Conferenza di Pechino, le conferenze globali delle Nazioni Unite avevano discusso di ambiente a Rio, di diritti umani a Vienna, al Cairo di popolazione e sviluppo, a Copenhagen di sviluppo sociale, per darsi infine appuntamento in Sudafrica, nel 2001, per la prima conferenza mondiale sulla lotta al razzismo.
