La relazione sul “Caso Impastato” della Commissione parlamentare Antimafia introduce “la nascita del Comitato” che è nato proprio con il preciso intento di far luce su questo caso intraprendendo un lavoro di approfondimento e di analisi sia per quanto riguarda “Il contesto mafioso e don Tano Badalamenti” (cronistoria di tutti gli avvenimenti del tempo relativa al periodo specifico), sia per “Le indagini dei carabinieri” (rivolte al caso in questione avvenute nel 1978), sia per “Le indagini della magistratura” e i suoi atteggiamenti nei confronti del caso. La Commissione non ha avuto il compito di giungere a conclusioni sul delitto Impastato, ma solo di indagare su che cosa si sia opposta a fare verità e giustizia. Questa ha lavorato, come esprime il contenuto, su documentazioni, testimonianze, audizioni partendo da una domanda incalzante sul piano storico, oltre che giuridico: perché la realtà processuale che è oggi all’esame della Corte d’Assise di Palermo è giunta 22 anni dopo il delitto? L’indagine ha, cioè, dovuto ricostruire l’anatomia di una deviazione, che ha, dalla immediatezza del delitto, impedito di ricercare e di individuare i mandanti e gli esecutori materiali dell’omicidio.