L’odierna società sempre più caratterizzata dal fenomeno della complessità, necessita costantemente di “nuovi servizi”, che siano al passo con i tempi e soprattutto capaci di far fronte alle problematiche sociali in essa presenti. Parlando di “nuovi servizi”, si vuol far riferimento non tanto o solo alla creazione ex novo dei medesimi ma soprattutto alla riorganizzazione e riqualificazione di quelli già esistenti. L’utente il famoso ignoto, inserito sia nel contesto familiare che societario, sovente viene considerato semplicemente come un fruitore passivo dei servizi dimenticando che egli è innanzitutto un cittadino e prima ancora una persona. Questa è una connotazione di primaria importanza che consente all’utente stesso di trasformarsi in co-produttore dei servizi che egli stesso “consuma”. Occorre dar credito al cittadino, al fine di favorire la sua partecipazione attiva nella gestione congiunta delle sue problematiche. Egli è pur sempre portatore di molteplici risorse, tra le quali la sua stessa famiglia di appartenenza, divenuta ormai, all’interno del cosiddetto Welfare mix, uno dei principali attori della politica sociale.