I Centri di documentazione sul disagio e sui fenomeni sociali come la tossicodipendenza, l’alcolismo, l’Aids, nascono in una fase di grande innovazione, in cui l’informazione diventa strumento fondamentale dell’azione sociale: si ha tanta più possibilità di incidere sul contesto quanto più si riesce a comunicare. L’informazione interviene sulle rappresentazioni dei fenomeni sociali e nell’ambito del disagio; essa riproduce le dinamiche tipiche del mercato diffondendo una conoscenza basata più su una visione scandalistica e pietistica che su un’ottica complessa di comprensione globale. Poco spazio è lasciato agli approfondimenti; l’informazione viene prodotta seguendo criteri di economicità e tempestività. I centri di documentazione assumono quindi un ruolo fondamentale nell’offerta di prospettive di lettura diverse di questi fenomeni, con un approccio ispirato a criteri di arricchimento e approfondimento conoscitivo e di intervento sociale efficace. Per questo motivo la Regione Emilia Romagna ha promosso e sostenuto sul proprio territorio la nascita di Centri di documentazione sulle tossicodipendenze, l’alcolismo e il disagio giovanile, sia nel settore pubblico, in particolare nei SerT e negli Enti locali, che in quello privato, facendo riferimento alle Comunità terapeutiche, e ne ha istituito un coordinamento. L’obiettivo di questo volume che contiene i contributi di operatori dei Centri di documentazione dell’Emilia Romagna e del Gruppo Abele di Torino sui temi dell’informazione, della documentazione, della ricerca e della formazione, è quello di mostrare modalità di intervento diverse in un’ottica critica. In appendice è riportata la delibera della Regione Emilia Romagna sulla prevenzione primaria.
