Apparentemente il soggetto borderline può essere rappresentato come una figura sfuggente e caotica. Oscilla imprevedibilmente tra estremi opposti e talvolta reagisce in modo parossistico alle vicende umane, alternando quasi vorticosamente gioia e dolore, malignità e tenerezza, generosità e chiusura, in modi che confondono l’osservatore e conferiscono al borderline stesso un vissuto di svuotamento e mancanza di senso. In realtà, è possibile invece individuare uno stato borderline, una condizione esistenziale di base per questi pazienti, da cui scaturisce la miriade di sintomi scomposti che da essi originano. Si è voluto chiamare questo stato il fondo psichico naturale del borderline, perché esso costituisce la matrice spazio-temporale di base di tutta la sua soggettività e perché egli (o ella) lo vive come se la sua natura più profonda fosse impregnata, di questo stato.
Il fondo psichico naturale del paziente borderline è caratterizzato dalla difficoltà – dolorosa e estenuante – a connettere la somma delle vicende vissute in un’esperienza, che possa veramente definirsi soggettiva, esclusiva, autonarrata cioè in una trama viva e personale.
Il gruppo di studio che ha prodotto questo volume ha voluto analizzare questo sfondo unificante, usando mezzi di conoscenza provenienti non solo dalla psichiatria, ma dalla psicoanalisi, dalla fenomenologia, dalla filosofia, dalle scienze cognitive, dalle neuroscienze e dalla letteratura, in un’ottica che potremmo definire di confluenza non eclettica, ma convergente di campi di sapere diversi.
