Chi sono, cosa fanno, come si inseriscono gli immigrati che lavorano in Italia? È una posizione, quella degli immigrati che lavorano nel nostro paese, che potremmo definire di persone necessarie, ma non benvenute. Fanno, in maniera per noi conveniente, quei lavori di cui le economie ricche e sviluppate hanno disperatamente bisogno (nei servizi alle persone, nei sistemi produttivi locali, ecc.). Tuttavia, la distanza tra chi riceve i benefici (i datori di lavoro, il fisco, le singole famiglie) e i costi percepiti dalla comunità locale è ancora troppo grande: per questo essi sono vissuti come un fardello e un fattore di disagio. Contraddistinti da una “identità dislocata”, e fatti oggetto di forme di etichettatura, stentano a impegnarsi in progetti di lungo termine che consentirebbero loro di integrarsi più facilmente e di avanzare nelle carriere lavorative. Il volume fornisce un attento resoconto del mercato del lavoro immigrato, mettendo in luce in particolare il ruolo svolto dalle reti etniche nei processi di chiamata, insediamento e inserimento al lavoro, per concludere con alcune proposte per una politica più attiva ed efficace (per noi e per loro) nei confronti degli immigrati.
