Il libro intende riordinare le riflessioni maturate in dieci anni di lavoro sull’immigrazione. Una questione, sulla quale l’Italia sconta ancora resistenze e difficoltà che rimandano nella maggior parte dei casi al cattivo funzionamento della pubblica amministrazione.
Tra i capitoli del libro, merita particolare attenzione “L’economia li vuole, la società no”, dal quale si ricava un quadro di difficoltà reso acuto dalla contraddizione tra le esigenze dell’economia, che richiede sempre più immigrati, e le paure della società.
Una questione difficile da chiarire se non si acquisisce prima l’idea di quanto e perché l’immigrazione moderna è differente da quella del passato.
Il nodo cruciale dell’attuale dibattito politico ed istituzionale riguarda soprattutto i confini entro cui, nel nostro Paese, è possibile stabilire condizioni realistiche ed accettabili in grado di bilanciare i costi sociali ed i benefici economici che l’immigrazione porta con sé.
I rischi maggiori non vengono tanto dall’incontro di razze, religioni e culture, quanto piuttosto dalla difficoltà a siglare un nuovo patto tra “noi” e “loro”.
