L’economia mondiale che sta emergendo è fondata su una “ideologia del mercato e della competizione senza regole” che rischia di travolgere tutto e tutti, in una spirale verso il basso che riduce i salari e le protezioni sociali, viola molti diritti umani, crea nuove povertà e aumenta la disoccupazione, provoca nuovi conflitti e guerre, distrugge le risorse e l’ambiente naturale, alimenta la diffusione dell’economia “sporca” e accentua la crisi della democrazia politica. Interrompere questa spirale distruttiva è necessario e urgente. Cambiare è possibile e la 2ª Assemblea dell’Onu dei Popoli, insieme ai tredici Forum che l’hanno preceduta, ha dimostrato non solo che esistono alternative concrete, ma che la società civile globale può svolgere un ruolo decisivo. Rassegnarsi all’ingiustizia è sbagliato e pericoloso per tutti. Un mondo di fame, povertà e ingiustizia è un mondo in cui né il mercato, né la pace, né la libertà potranno mai piantare le radici.