Qualunque sia il settore di attività a cui si applica, l’ “economia criminale” sembra avere un comune e preliminare obiettivo: inquinare e disarticolare il sistema delle regole istituzionali che presiedono alla vita economica. L’economia criminale lavora sistematicamente con l’intento di minare il grado di fiducia insito nel sistema delle relazioni istituzionali vigenti, per poterle sostituire con relazioni fiduciarie alternative. Se si vogliono combattere i presupposti profondi di ogni economia criminale, a questa continua produzione di “disordine” e di “regolazione” che le organizzazioni criminali ingenerano, si deve opporre, da parte delle istituzioni pubbliche, un’efficace e contrapposta opera di reintroduzione di regole. In questo libro – che fa parte di una serie realizzata da un gruppo di studiosi coordinati da Ada Becchi, per conto del Servizio antiriciclaggio dell’Ufficio Italiano Cambi – viene esaminato l’insieme delle regolazioni con cui le istituzioni cercano di “fare ordine”, e in particolare di separare l’economia legale da quella illegale.