Hermina Morita ha una grande visione del futuro energetico delle Hawaii. In qualità di alto funzionario statale, Morita presiede una commissione parlamentare il cui scopo è quello di ridurre la dipendenza dell’arcipelago dal petrolio, che soddisfa l’88% del fabbisogno energetico hawaiano ed è prevalentemente importato da Asia e Alaska. Nell’aprile 2001 la commissione ha approvato un finanziamento di “lancio” a sostegno della partner ship pubblico-privato per la ricerca e lo sviluppo delle applicazioni dell’idrogeno, nell’ambito di un progetto che attingerebbe alle abbondanti risorse geotermiche, solari ed eoliche dello stato per dividere la molecola dell’acqua e produrre idrogeno da impiegare nelle celle a combustibile che alimenteranno i motori di autobus e automobili e forniranno energia a case, aziende e flotte militari e da pesca. Nel frattempo l’Università delle Hawaii ha ottenuto un finanziamento di due milioni di dollari dal Dipartimento della difesa statunitense. In prospettiva c’è la possibilità che le Hawaii divengano la stazione di servizio energetica dell’area del Medio-Pacifico, esportando idrogeno in Oceania, Giappone e altri stati.
Una fonte energetica pressoché infinita, in grado di risolvere radicalmente i problemi di inquinamento dell’aria, una tecnologia matura, un mutamento degli equilibri globali. Un mondo alimentato dall’idrogeno, l’elemento più leggero e abbondante dell’universo, si sta avviando a diventare realtà, come testimoniato nel volume di Seth Dunn. La domanda cruciale non è più se ci stiamo dirigendo verso l’idrogeno, ma come possiamo arrivarci e quanto tempo ci vorrà. Il volume descrive quanto si sta già muovendo a favore di questa trasformazione che attualmente vede in prima linea i due settori maggiormente responsabili delle emissioni nocive in atmosfera: l’industria dell’auto e il settore energetico. Per quanto riguarda l’automobile e i trasporti in generale investimenti multimiliardari, alleanza strategiche, produzioni avviate parlano di una trasformazione in atto che potrebbe presto far sparire dal nostro vocabolario voci che parevano immutabili come benzina e gas di scarico. Fenomeni analoghi stanno interessando il settore energetico, con cambiamenti che porteranno ad un sostanziale ridisegno degli equilibri geopolitici mondiali. Per capire come possa realmente accadere tutto questo, in appendice al libro viene proposto il rapporto Wwf Transition to a Hidrogen Economy, dove si illustrano i progetti in corso di realizzazione in Islanda, primo paese ad aver programmato la completa eliminazione dei combustibili fossili a favore dell’idrogeno.
