Si tratta di un volume interdisciplinare che si propone di colmare il divario, tuttora presente nel lavoro sociale, tra il livello (operativo) dell’attività quotidiana e il livello (accademico) della valutazione e della ricerca. Una seria valutazione del lavoro all’interno dei servizi sociali, a giudizio degli autori, può avere effetti positivi sul piano dell’efficacia, della “responsabilità sociale” verso i referenti dei servizi – enti pubblici, utenti, società civile – della progettazione di interventi sensibili alle istanze del “mondo esterno”. La valutazione, più che essere semplicemente “applicata” al lavoro degli operatori, dovrebbe diventarne un elemento costitutivo.
I curatori dell’opera criticano la contrapposizione tradizionale tra un approccio qualitativo e pluralistico e uno scientifico e quantitativo. Nel corso del volume vengono via via esposti gli approcci più innovativi alla valutazione: dalla prospettiva centrata sull’empowerment a quella della ricerca collaborativa, dalla teoria femminista alla metodologia delle storie di vita, fino all’area dei colloqui e della ricerca clinica qualitativa.
