È un libro nel quale si combinano diverse competenze: quella di un uomo, Massimo Barra, che dell’aiuto ai tossicodipendenti ha fatto una ragione di vita, e quelle di un giornalista, Antonio Leone, da anni interessato ai fenomeni che investono la condizione giovanile. È un libro che nasce nel momento in cui un archivio di lettere viene aperto e letto. Le lettere sono tutte firmate da tossicodipendenti reclusi che scrivono per essere aiutati. Cosa dicono di se stessi, delle circostanze nelle quali la droga ha preso possesso della loro vita, dei tentativi che hanno fatto per uscirne? Si vorrebbe rispondere a queste domande, dicendo semplicemente che “dicono la verità”. La verità è rappresentata dalla loro sofferenza, dai loro dubbi, dalla scoperta che droga è anche, un bel giorno, malattia (sieropositività, Aids, epatite). In questa verità c’è forte il bisogno di ripartire, ricominciare, tornare a credere nella vita, recuperare il tempo perduto. Le lettere, nella loro semplicità, nella loro forma a volte sgrammaticata, sono un testo che traccia con testimonianze dirette, crude, rozze, un cammino di conoscenza che si sovrappone a tanti dibattiti spesso lontani dallo stato delle cose.