In un’epoca in cui trionfa la cultura del vuoto, alimentata da una TV sempre più arida e senza contenuti, in cui l’opportunismo del pensiero unico diviene imperante, “il popolo del volontariato” costituisce l’unico tassello prezioso in grado di riaccendere quella speranza in un mondo diverso, fatto di persone che impegnano tempo ed energie inseguendo non il loro interesse, ma il valore della solidarietà. Eppure i volontari sono spesso ignorati, guardati con diffidenza o mal tollerati da chi ha responsabilità pubbliche, salvo poi servirsene per qualche drammatica emergenza.
I volontari vivono nell’ombra, lontani dagli obiettivi ipocriti delle telecamere, propongono in concreto un tipo di solidarietà che non vuole più fare riferimento ad un volontariato “riparatorio”, ma che si distingue per l’impegno civile. Dopo l’intervista a Maria Eletta Montani, presidente del CNV, che racconta come è entrata a far parte del mondo dei volontari, Volontari gente comune vuole narrare la storia del Centro Nazionale per il Volontariato, percorsa attraverso le sue linee di crescita e di sviluppo, vissuta dai suoi “operatori”.
