La malattia del lungo addio. La malattia che colpisce la mente. Straziante anche per coloro che vivono accanto a chi ne è colpito, al quale si può dare senza chiedere nulla in cambio. La medicina però progredisce: il congresso mondiale, tenutosi questa estate a Stoccolma, ha rappresentato uno straordinario passo avanti per la diagnosi, la prevenzione e la terapia. Il viaggio è ancora lungo e il sentiero in salita. La malattia resta una traversata nel bosco. Nel libro “Il cappotto rosso”, l’autrice percorre questo bosco, pieno di sentieri tortuosi, salite sdrucciolevoli, buche e trappole. Per farlo prende in prestito una favola: Cappuccetto rosso. “Un mutuo restituito via via nel corso del viaggio, dalla notizia della malattia annunciato con il lupo, la morte”. La scelta della fiaba come territorio comune e come attrattiva per invitare all’ascolto, alla riflessione su un tema così penoso e difficile: la malattia di Alzheimer. La malattia vista però dal punto di vista dei familiari delle persone malate. L’autrice racconta e rivive la sua personale esperienza a fianco della mamma. Descrive la dura prova fisica e mentale alla quale si è sottoposta per un dono d’amore. Cos’è il conforto se non un dono d’amore? Il cappotto rosso è un dono d’amore, ma anche una ricerca introspettiva nell’anima espressa attraverso immagini, tra dialoghi e riflessioni.
