Il seminario nazionale “D’ora in Poi” svoltosi a S. Benedetto del Tronto il 9-10 febbraio 2001 ha avuto un forte significato: la volontà di agire subito per dare risposte a tutte quelle persone che vivono in situazione di grave disabilità e che, troppo spesso, vedono lesi i diritti di poter vivere autonomamente, senza barriere sociali, culturali, strutturali. Ha significato far incontrare le multiformi realtà regionali italiane per mettere a confronto esperienze e criticità e concertare innovative modalità progettuali degli interventi rivolti ai disabili in situazione di gravità in risposta ai bisogni di questa fascia della popolazione e delle loro famiglie che chiedono di riorientare i servizi alla persona in modo individualizzato. Ha significato delineare un obiettivo: il superamento del concetto di handicap che in una società equa e solidale non dovrebbe più essere tenuto in considerazione in seguito all’applicazione reale del diritto di chiunque ad avere accesso ad una vita libera ed indipendente. È per questo principio che dobbiamo lavorare alzando il livello dei servizi e degli interventi e soprattutto facendo rispettare leggi e norme già in vigore anche attraverso una maggiore sensibilizzazione della collettività. Ciò significa rimodulare l’assetto delle nostre comunità, di quei luoghi ai quali è negato l‘accesso per la presenza di barriere che isolano il disabile dalla vita sociale. Significa incrementare la realizzazione di servizi mirati che abbiano come priorità l’integrazione del disabile nel contesto collettivo.
La riforma dello stato sociale ed il Piano Sociale Regionale della Regione Marche, vanno in questo senso promuovendo il senso di responsabilità dell’individuo nell’intento di rigenerare un tessuto comunitario basato sulla partecipazione e sulla presa in carico da parte di ciascuno di noi anche delle difficoltà esistenziali dell’altro. La disabilità deve essere trasformata in persone, individui, cittadini, solo così si riuscirà comprendere che anche una sola auto parcheggiata su un marciapiede può divenire un ostacolo alla libertà di muoversi per qualcuno. È proprio da questo seminario che è nato il progetto autismo Marche. Molto è stato fatto in questo senso e tanto resta ancora da fare ed in questa ottica è stato attivato un gruppo di studio sulla questione della vita indipendente, è stato potenziato il finanziamento all’assistenza domiciliare per i disabili gravi e si sta lavorando alla istituzione di nuove comunità alloggio che rispondano alle esigenze di residenzialità anche temporanea.