Scritto nei mesi immediatamente seguiti all’attentato dell’11 settembre 2001, questo diario diagnostica l’inizio di una guerra civile planetaria, che è anche una nuova guerra dei Cent’anni. Gli avvenimenti dell’anno trascorso, sui quali l’autore ragiona in un saggio aggiunto a questa edizione italiana, non sembrano smentire quel giudizio.
In questo breve “diario di guerra” si ritroveranno le reazioni immediate ai drammatici fatti dell’attualità, ma anche la traccia di riflessioni che l’autore ha già da tempo abbozzato sul nostro tempo in un’opera ormai ben nota di “antropologo della surmodernità”. L’attentato dell’11 settembre 2001 è già stato abbondantemente commentato, e forse non sarebbe interessante aggiungere nuove generiche riflessioni se esso non portasse, come nel caso di Augé, alla necessità di ripensare alcune categorie di uso corrente (l’avvenimento stesso, la colonizzazione e la decolonizzazione, la politica interna ed estera, la religione), per cercare di capire che cosa accade e che cosa stiamo vivendo, per resistere al flusso impetuoso di un’attualità tanto spettacolare quanto programmata e mantenere una distanza critica rispetto agli avvenimenti.
Marc Augé, professore all’ehess di Parigi, autore di importanti ricerche, si dedica ormai da molti anni a un’”antropologia dei mondi contemporanei”.