Ovunque e comunque crescere è un processo difficile e faticoso. E ancor più impegnativo diventa quando i valori di rispetto, giustizia, libertà, che ogni società civile insegna alle proprie nuove generazioni vengono brutalmente smentiti da realtà di guerra, di violenza, di demonizzazione dell’altro. Così come accade in Terra Santa, dove il conflitto israelo-palestinese, innescato nel 1948 con la creazione dello Stato di Israele, è tornato ad acuirsi tormentando l’adolescenza di centinaia di migliaia di piccole “Sara e Yasmin”. Sara e Yasmin sono due delle sfaccettature del variegato mondo adolescenziale israelo-palestinese che spazia dal giovane colono che vede nell’espulsione di tutti i palestinesi l’unica soluzione al conflitto, alla figlia di un’attivista palestinese in carcere che desidera avere amici israeliani. Il dato più allarmante che emerge è forse il dilagante pessimismo, l’incapacità di rapportarsi al futuro, il non credere in un domani migliore e in una pace possibile.
