Il fenomeno dei senza dimora costituisce per l’Italia un oggetto di studio relativamente recente: basti pensare che una delle prime significative indagini è quella compiuta nel 1992 dalla Commissione della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulle povertà estreme. Le difficoltà che si possono incontrare nel cercare di descrivere un fenomeno per sua stessa natura così mutevole sono molteplici. I motivi di queste difficoltà sono da far risalire, in primo luogo, alla scarsità e all’estrema frammentarietà dei dati sui senza dimora, per cui diventa molto problematico rilevare l’esatta entità numerica del fenomeno e comprendere le caratteristiche e l’evoluzione; in secondo luogo, i motivi di questa difficoltà sono da far risalire all’indeterminatezza circa la definizione operativa dell’essere “senza dimora”, per cui diviene molto complesso confrontare i dati e gli studi empirici disponibili in letteratura. Oltre alla rilevanza quantitativa del fenomeno comunque, anche la sensibilità culturale e sociale verso di esso condizionano la quantità e la qualità degli studi in questo ambito. In Italia, ma più in generale nel contesto europeo, solo raramente questo fenomeno ha attirato l’interesse degli studiosi e la disponibilità di dati e di riflessioni risulta a tutt’oggi molto limitata, nonostante la sua crescente visibilità. Il volume vuole quindi costituire uno strumento di primo orientamento nella complessa tematica riguardante la stretta interconnessione tra esclusione sociale e salute mentale, contribuendo alla ricerca di un metodo, il più possibile rigoroso, attraverso il quale andare oltre le apparenze comportamentali e far luce sulle possibili declinazioni del rapporto tra sintomo e persona.