La povertà, così come si è venuta a delineare all’interno degli studi più recenti, non sembra più essere una condizione statica nel tempo ma è interpretabile solo in termini di “processo”. Spiegarla nella sua dinamica processuale significa non solo sostenere che le situazioni dei soggetti sono instabili nel tempo, ma anche che le stesse si muovono in un continuum di fasi della vita fra loro assai diverse: di “caduta”, di “risalita”, di “ricaduta”… Seguendo quest’ottica questo volume si propone di offrire una lettura dei meccanismi che innescano i percorsi di impoverimento e degli steps che precedono le forme di povertà più estrema. Centrale diventa, quindi, l’analisi della fase di ‘vulnerabilità’ attraversata dai soggetti in più ambiti vitali per individuare le cause di rischio di scivolamento verso la povertà e che cosa non funziona nella gestione individuale, interpersonale e sociale della situazione critica vissuta. Attraverso una ricerca empirica di tipo socio-antropologico, che attribuisce rilevanza in particolare alla ‘dimensione soggettiva’, sono state così raccolte e presentate delle storie di casi e alcune “traiettorie biografiche” in cui si evidenzia da un lato la concatenazione di eventi destabilizzanti nella vita dei soggetti e dall’altro tutte quelle “microfratture”, spesso poco visibili e marginali, che risultano però determinanti al fine di comprendere la logica che porta all’insorgere di vere e proprie “derive”. Nei racconti proposti vengono pertanto narrate le vicende e le esperienze sotterranee di uomini che quotidianamente possiamo incrociare senza, peraltro, riuscire a vedere e conoscere in modo esplicito i “segni di impoverimento” che caratterizzano i percorsi della loro esistenza.
