Un ponte colorato che unisce pezzi di esistenze, passato e presente nella vita di un bambino adottato: l’arcobaleno, anello di congiunzione tra la pioggia e il sole, con il suo apparire sembra colmare un vuoto. La storia dei bambini adottati è una storia che necessita per sempre di spiegazioni, di rassicurazioni, e forse la favola appare il mezzo espressivo più dolce ed efficace per spiegare vissuti lontani che a stento si riescono a capire.
Ognuno di questi piccoli ha bisogno di un metaforico arcobaleno, costruito dai suoi genitori adottivi, che congiunga le parti della sua storia, della sua identità, dalla nascita a oggi, con le sue verità, con i suoi perché. E ciò è indispensabile in quanto permette al bambino adottato di crescere con un giusto senso di appartenenza, che gli “consente di avere sia salde radici, sia ali per volare. Solo se il bambino diverrà consapevole della sua appartenenza, della sua storia, delle sue radici potrà avere anche delle ali per volare”. Partendo da qui, l’autrice sviluppa l’idea della ‘favola-arcobaleno’, favola creata dai genitori adottivi per i loro bambini, e questo libro ne presenta alcune.
Attraverso il gioco, la fantasia e la metafora, Simona Giorgi ha voluto toccare un tema che, se non affrontato, si può trasformare in uno dei più grandi e dolorosi vuoti nell’esistenza di un individuo; quello del “chi sono io? Perché sono qui?”, domande che prima o poi inevitabilmente ciascun bambino si pone. E allora protagonisti di questo libro sono proprio tutti quei bambini adottati che hanno bisogno di enormi attenzioni, perché è come se fossero nati due volte, e devono continuare a crescere in un mondo che, pur se pieno di amore e di affetto, è diverso da quello in cui sono venuti alla luce. Per mantenere viva la consapevolezza di “entrambe queste due nascite”, di questi due momenti di vita che appartengono loro, è necessario “un anello di congiunzione, un arco colorato, un arcobaleno”.
