Il cattolicesimo italiano si trova ad un punto di svolta della propria storia?
Il testo ha come obiettivo principale quello di sondare lo stato di salute del cattolicesimo italiano all’inizio del nuovo secolo. Il punto di osservazione che si è scelto è quello del clero che opera nelle realtà ecclesiali di base, che può essere considerato un punto di ingresso privilegiato per cogliere le dinamiche interne ed esterne del campo religioso.
La Chiesa deve essere di minoranza o di popolo? Come annunciare il Dio cristiano in una società in cui l’Islam cresce, in cui la new age e le religioni orientali esercitano un forte richiamo? L’impegno nel campo della carità e del volontariato non rischia di confinare la Chiesa nel ruolo di “infermiera della storia”? La Chiesa e i credenti si stanno chiudendo nel loro ovile o sono in grado di dire la loro nel dibattito pubblico? Sono alcuni degli interrogativi rivolti ad un campione rappresentativo di preti impegnati nell’azione religiosa di base, a contatto quotidiano con i bisogni e le domande della gente.
La ricerca si estende anche allo stato di salute dei sacerdoti nell’attuale stagione storica, al modo in cui essi definiscono la loro identità religiosa, interpretano il ministero, valutano il loro impegno, si collocano nella Chiesa, affrontano le loro tensioni connesse ad una scelta di vita impegnativa (celibato, solitudine, obbedienza…) L’indagine è stata realizzata tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001 dall’Istituto demoscopico Eurisko e ha coinvolto 800 sacerdoti impegnati nell’attività religiosa di base.
“Chi e come sono” i preti italiani sono indicazioni approfondite nell’ultimo capitolo dedicato ad evidenziare i tratti particolari di questa popolazione sociale e le differenze interne che l’attraversano.