La mitologia descrive con precisione il terrore esercitato dagli dèi-genitori-persecutori sugli dèi ed eroi bambini. Come evidenziare i legami tra i deliri parentali e una costruzione dannosa della propria identità? Come scoprire le reazioni emozionali e i modelli di difesa psichica, propri della prima infanzia, la cui persistenza in età adulta è fonte di disagio e sofferenza? Il testo si propone – attraverso l’analisi di alcuni miti e del destino di questi eroi della mitologia greca – di esplorare e comprendere, come si creano e dissolvono i fantasmi più arcaici. È possibile, a partire dai miti, “elaborare una capacità personale di interpretazione, o ricostruirne una qualora essa si fosse irrigidita o fosse rimasta ostaggio dei discorsi degli altri, o laddove il terrore avesse preso il posto della serenità”.
Si parte da un approfondimento delle conseguenze dei deliri parentali, per proseguire con i miti dell’abbandono (Orfeo, Pan, Narciso, Eco), i miti edipici (Io, Prometeo, Edipo) e l’Edipo inaccessibile (Oreste). La parte conclusiva tenta di riassumere la sostanza intera del lavoro (i racconti mitici analizzati come casi clinici) riformulando le tesi alla luce di un metodo e focalizzandosi sull’infanzia infelice. Un’immaginaria raccolta di psicopatologia dell’infanzia maltrattata.
