Un diario di viaggio in una terra sconosciuta dai più, dove si incontrano persone, uomini e donne con un volto, un passato e tanti sentimenti di speranza, di paura, di solitudine, di attesa.
Un viaggio in un carcere italiano, il San Vittore, dove da anni l’autrice, Teresa Michiara, svolge la sua opera di volontariato per i detenuti. Tanti incontri, tanti frammenti di vita, tanta sofferenza e un profondo silenzio: una pagina dopo l’altra gli incontri suscitano nel lettore una viva sorpresa, nello scoprire persone dotate di grande sensibilità, seppur “detenute”, e nel capire la forte validità educativa e riabilitativa del carcere. L’autrice nel riportare le esperienze di vita di questa gente non scade mai nel sentimentalismo: racconta ciò che ha visto e chi ha incontrato: il carcere si rivela, così, uno specchio della nostra società e delle sue contraddizioni.