Se la medicina ha già contribuito in maniera eccellente a migliorare le condizioni fisiche dell’uomo e continua a regalare anni alla vita, urge ora un’attribuzione di qualità di vita agli anni. Perché questo obiettivo si possa realizzare, il saggio “Anziani del 2000” propone una nuova cultura, che ridefinisca il ruolo dell’anziano nella società.
Senza cadere in facili ottimismi o in nostalgie obsolete, ma con molta determinazione, l’Autore cerca di delineare i tratti della consapevolezza di tutte le potenzialità che connotano quest’arco della vita. Si rende necessario, però un approccio all’anziano che non sia più solo in chiave geriatrica, ma integrato e filtrato attraverso una prospettiva evolutiva che giustifichi una pedagogia anche per la terza e la quarta età. La dimensione progettuale diventa lo stile di vita, cui devono far riferimento gli anziani stessi, i familiari, gli operatori sociali e quanti trovano interesse per la terza età.
