Negli ultimi anni il terzo settore è stato oggetto di molti scritti e di diversi interventi giornalistici e si è trovato al centro di un dibattito spesso segnato da retorica e ideologia, esaltazioni acritiche e condanne senza appello. È mancata, tuttavia, una seria analisi del rapporto fra i processi di trasformazione del terzo settore e quelli più generali del mondo della produzione per il mercato. In realtà il terzo settore si configura come ambito sociale complesso; nella fase di nascita e sviluppo, assume le caratteristiche di un luogo innovativo di pratiche sociali e di nuove rappresentazioni del lavoro, della forma dell’impresa e del potere organizzativo. Nella sua fase di maturità, connessa ai processi di crisi delle culture del welfare, il terzo settore assorbe contraddittoriamente miti e retoriche elaborate nei contesti della “tradizionale” produzione di merci per il mercato e perde buona parte della sua originaria “creatività”. È questa la chiave interpretativa attraverso la quale viene analizzata la complessa fenomenologia del terzo settore; le dinamiche di contaminazione e colonizzazione tra impresa profit ed esperienze di auto-organizzazione sociale e la prospettiva di espansione in ambiti sempre più estesi della vita collettiva economica e sociale.