Un testo illuminante nel suo tentativo di introdurre più buonsenso che “rumore” all’interno del dibattito sul tema delle migrazioni internazionali. Senza passar sopra ai problemi che l’immigrazione pone, Peter Stalker offre un quadro equilibrato delle difficoltà degli immigrati, al tempo stesso mettendo in luce i benefici, sia per i paesi che li accolgono che per le comunità di migranti.
Il testo individua innanzitutto quali sono i popoli che emigrano e perché lo fanno. Spiega con chiarezza le differenze tra coloni, lavoratori a contratto, liberi professionisti, lavoratori privi di documenti e rifugiati in cerca di asilo politico. Ci spiega chi sono i rifugiati e chi i migranti “tradizionali”; si sofferma in dettaglio sulle differenze tra individui che abbandonano il proprio paese sulla spinta del momento, e coloro che compiono la scelta consapevole, calcolata, di lasciare il loro paese e di andare in cerca di benefici economici. Chiarisce perché un individuo che “è nato all’estero” non è necessariamente uno straniero, come diffusamente ed erroneamente si afferma nei dibattiti.
