Nel settore del credito è necessaria una riconversione cultuale, è necessario porre al centro della riflessione, la persona umana, la sua dignità e i suoi bisogni spirituali e materiali è altresì necessario introdurre mutamenti nella cultura bancaria dominante, nel credito cooperativo e anche nelle banche locali, affinché rafforzino le loro motivazioni “umanistiche”. L’autore di questo saggio parte da questa convinzione: dalla necessità di affermare innanzi tutto il primato dell’uomo e ispirandosi alle tesi dell’economista M.Yunus – come sottolinea Bruno Bianchi nella prefazione al testo – rileva che il pensiero economico tradizionale non ha indagato abbastanza sugli strumenti per rimuovere le cause della povertà. Va modificato il modello tradizionale di far banca, occorre sviluppare l’attitudine a valutare la capacità imprenditoriale del singolo e comprendere che il microcredito può essere la leva in grado di sradicare la povertà. Come esempio viene citato il caso della Grameen Bank fondata nel Bangladesh da Yunus che basa procedure e assetti organizzativi su valori solidaristici e su un grande impegno sociale, un “diverso modo di far banca” che secondo Russo, può essere esportabile anche in Italia e in altri Paesi avanzati. Sei sono i capitoli del testo: La funzione del risparmio; La Grameen Bank: il credito come diritto alla persona; Applicabilità del modello dell Grameen Bank ai paesi economicamente evoluti: l’esempio degli USA; Lo sviluppo del modello della Grameen Bank; La Grameen Bank è una banca etica?; Applicabilità in Italia del modello della Grameen Bank. La ricerca che collega il tema dell’applicazione del microcredito nelle società avanzate al contrasto dell’esclusione sociale, anche in campo finanziario, può essere utile per l’approfondimento e la riflessione, ma lo è certamente per quanti desiderano dare vita a progetti operativi che vadano verso un nuovo modello di banca commerciale, nel cui mercato la controparte sia rappresentata da chi domanda “microcredito”.