Esiste una relazione contraddittoria tra il mondo del non profit e i media. La comunicazione pubblica, con il suo grande potenziale di visibilità sia per le organizzazioni sia per i temi in cui esse sono impegnate, è stata, fino ad ora, poco utilizzata.
Fra gli operatori del sociale, permane una certa diffidenza ad utilizzare convenientemente gli strumenti della comunicazione di massa, a partire dalle nuove tecnologie telematiche, e una certa ignoranza sul modo migliore di agire la comunicazione. Questo ha portato, spesso, all’inconveniente di una chiusura autoreferenziale e alla scarsa popolarità, rispetto ad altre tematiche dell’economia e della politica, delle problematiche sociali.
Tema centrale del libro di Andrea Volterrani è proprio le relazione che intercorre tra il mondo dei media e il mondo del sociale. Esso si propone di mettere in evidenza aspetti contraddittori, spazi apparentemente distanti tra loro, armonizzati in una prospettiva di lavoro, di riflessione e di ricerca sulla comunicazione. La prima parte dell’opera è più teorica, dedicata alla definizione e all’esame dei concetti e degli strumenti necessari alla perlustrazione: panorami sociali, vulnerabilità e disagio, identità e culture, marketing territoriale e politiche di rete, la figura dell’imprenditore dell’immaginario. Nella seconda, l’analisi di alcune esperienze concrete, realizzate da strutture pubbliche e non profit nel settore della comunicazione sociale, è l’occasione per avviare una riflessione sull’utilizzo delle nuove tecnologie telematiche per la divulgazione e l’informazione sul disagio, sui problemi dell’organizzazione interna delle strutture, sulle procedure di valutazione della qualità, sulle caratteristiche dei messaggi e delle campagne pubblicitarie.