È la storia di Giovanni, un professore sanremese di filosofia ormai in pensione che decide a sessantatré anni, di andare in India per cercare di contribuire concretamente alla causa del sud del mondo e restituire dignità ai più poveri di quel grande Paese. Dopo un’avventura avvincente, con incontri e situazioni misteriose davvero incredibili, riesce a creare un’organizzazione, l’Assefa, che ora coinvolge, con i suoi progetti di sviluppo in India, oltre un milione di individui ed affranca, dalla miseria e dalla malattia, un’enorme moltitudine di persone, ridando speranza verso il futuro ai più umili. Una storia vera, raccolta da un giovane amico che vive in modo originale il racconto indiano di Giovanni, esprimendo nel libro anche le proprie sensazioni e suggestioni. Nella seconda parte l’autore, dopo aver trascorso circa un mese a K. Pudur, un tipico villaggio del Tamil Nadu, nell’India sud-orientale, e dopo un lungo viaggio tra le Ande e la foresta amazzonica, elabora le tante informazioni raccolte e le sensazioni vissute, analizzandole attraverso il filtro offerto dal pensiero del Mahatma Gandhi e di Vinosa Bhave, il discepolo prediletto. Il risultato è un intrigante itinerario, denso di riflessioni, nel ‘villaggio’, comunità ideale, non visto come residuo nostalgico del passato, ma come possibile protagonista di uno scenario futuro. Il villaggio, la fantasia e il sogno tornano ad essere elementi fondamentali di questa ricerca, necessari momenti di fuga da un mondo occidentale che sta perdendo sempre più la sua umanità. La riscoperta di una semplicità antica, quella del villaggio, appare così l’unica chiave per aprire la porta di un benessere autentico.
