Chi è dunque l’uomo? Domanda antica che nel Salmo 8, tradotto da David M. Turoldo, suona cosi: “Cosa è mai questo figlio dell’uomo / che tu abbia di lui tale cura?”. Oggi è ancora possibile quel “dunque” che nasce dall’inizio stupito dell’uomo creaturale (“Come splende Signore Dio nostro / il tuo nome su tutta la terra”)?
A partire da questa domanda Raniero La Valle ripercorre i tentativi della modernità di realizzare l’uomo (nuovo) e ne presenta gli esiti catastrofici segnati dall’ideologia dell’autosufficienza e/o del privilegio. La situazione del nostro mondo ne è una tragica riprova, dominato come è dalla logica dell’esclusione, della felicità per pochi. La Valle indica l’esito di morte che attanaglia l’umanità; e, alla luce delle ultime riflessioni di Claudio Napoleoni (“cercate ancora”), coglie la necessità di una politica all’altezza del dato cruciale del nostro tempo: “C’è bisogno di una nuova chiamata, di fare appello a energie inesperite, di rifondare antropologie capaci di dare conto della vita, della salvezza, della destinazione alla salvezza di tutti gli uomini”. Le prime risonanze di questo appello sono contenute negli interventi seguiti alla introduzione. Una nota bibliografica, redatta in forma colloquiale e didattica, vuole aiutare il lettore a fare sua questa problematica.