Fino a pochi decenni fa si pensava che il più decisivo fattore della produzione fosse il capitale fisso (disponibilità finanziarie, attrezzature, macchinari, immobilizzazioni) e che il lavoro rivestisse un’importanza secondaria. Oggi invece, questa opinione si è del tutto invertita: si pensa, infatti, che i 2/3 dello sviluppo di un’attività economica dipendano dalle abilità dei lavoratori.
Qualunque innovazione, tecnologia, organizzazione, ha dietro il fattore umano. Pertanto, vanno ripensati in questo senso, i concetti stessi di produzione, investimento, spesa pubblica.
Ciò che può salvare l’Italia da un possibile declino e un’inversione di tendenza che ponga l’investimento in capitale umano al centro della vita economica, sociale, politica. Il volume propone un contributo in questa direzione: cerca, innanzitutto di definire il significato ed il valore del capitale umano per spiegare poi come esso sia generato attraverso il sistema cruciale dell’istruzione; ribadisce la necessità di far ripartire le imprese attraverso investimenti nel fattore umano e nelle infrastrutture; infine, racconta in che modo le politiche italiane ed europee intendano colmare il gap rispetto agli Stati Uniti.
Dettagli Libro
Autore
Giorgio Vittadini (a cura di)
- EditoreGuerini e Associati
- CollanaPunto di Fuga/1; Fondazione per la Sussidiaretà
- Edizione1ª
- Anno2004
- Pagine300
- ISBN8883355164
- Linguaitaliano
- Copie1

CAPITALE UMANO
Copertina mancante.


