Questo non è un discorso sul carcere, ma ha l’ambizione di essere una presa diretta su come si vive. Attraverso le trascrizioni di discorsi avvenuti a San Vittore fin dal 2002 durante incontri con gruppi di detenuti, si vuole mostrare una realtà che non è molto conosciuta e che può essere scomodo conoscere. Si tratta quindi di parlato riconvertito in scrittura, eco di parole pronunciate dentro le mura di un carcere. Sono parole uscite spontaneamente nel contesto comunicativo dei gruppi, quindi non pensate, elaborate e poi scritte. Conoscere queste conversazioni può servire a ricordarci l’umanità dei così detti delinquenti. Ma in più la straordinaria energia di queste parole può diventare un esempio stimolante per i non reclusi.