“Sogno quel giorno, da realizzare con l’impegno per un sistema alternativo a quello neoliberista, che idolatra il guadagno e sacrifica i poveri sull’altare del capitalismo. Quel giorno si avrà una nuova globalizzazione: non più quella neoliberale che dilata a livello mondiale la miseria, il conflitto, la guerra, il profitto, la privatizzazione, la distruzione della natura, ma quella di un altro mondo possibile, che stende a livello mondiale la solidarietà tra i popoli, la condivisione dei beni della terra, il rispetto di tutte le culture e religioni, il dialogo macro-ecumenico, l’abbraccio alla natura come Madre Terra, la promozione dei diritti umani, ambientali e cosmici. Insomma quella che avrà il volto della giustizia…”.
Queste le parole dell’autore del testo, Padre Adriano Sella, missionario Severiano che analizza il significato e la pratica nel corso dei secoli del concetto di pace: un interessante parallelo storico tra la Pax Romana dell’antico Impero Romano con la Peace Americana messa in atto a partire soprattutto dal dopo 11 settembre. Un tentativo di delineare un nuovo volto della pace che finalmente superi il divorzio pace-giustizia creatosi nella società attuale “voluto per sostenere una pace di parte: quella dei potenti o delle superpotenze che sottomettono i poveri, non permettendo ai popoli oppressi di far valere i propri diritti, esigendo sottomissione e rispetto alle leggi dello status quo, promulgate proprio per dominare sui più deboli”.