Il fulcro del pensiero politico di Dossetti è rappresentato dal suo apporto all’approfondimento del tema della democrazia. Su questo punto si consumò la frattura, ben presto rivelatasi insanabile, fra il leader reggiano e il gruppo degasperiano. La vecchia “democrazia liberale” non incontra le simpatie di Dossetti, il cui pensiero è animato da una marcata aspirazione a creare una società e un modello di democrazia sostanzialmente nuovi. Ferma restando la salvaguardia dello Stato di diritto, Dossetti ipotizza una democrazia a carattere marcatamente sociale e fortemente interventista. “Chiedo che sia compresa l’ansia di coloro che desiderano essere il pungolo per quello che ancora c’è da fare. Perché c’è un nuovo traguardo, effettivamente, da raggiungere (…) dare sviluppo a quella costruzione del nuovo Stato democratico, che abbiamo appena abbozzato con la Carta costituzionale. Concezione del nuovo Stato democratico in una nuova unità di popolo, cioè nell’unità della classe lavoratrice, con tutti gli altri ceti del popolo italiano” (G. Dossetti al III° Congresso nazionale della DC, Venezia, giugno 1949).
In quattro brevi capitoli, questo volume ricostruisce la proposta politica di Dossetti. Il quadro dell’analisi viene completato con i testi e di documenti significativi riportati in Appendice.
