In Italia non ci sono segnali di conflittualità e devianza delle seconde generazioni di adolescenti: lo rivela questo Rapporto Caritas-Unicef sui minori stranieri. Cinque le aree tematiche dello studio: la presenza di minori di origine straniera nel nostro paese; la dimensione familiare; l’integrazione sociale; l’inserimento scolastico, la devianza. Il tutto corredato da dati, zoom etnografici, approfondimenti su situazioni locali e specifiche (minori magrebini, pastori macedoni, ragazzi di strada, minori adottati, ecc.). Secondo la stima del Dossier statistico immigrazione Caritas Migrantes, i minori stranieri presenti in Italia all’inizio del 2005 sono 491 mila. Tra questi, figurano 29 mila nuovi ingressi di minori per motivi familiari e altri 48 mila bambini stranieri nuovi nati in Italia. I minori stranieri rappresentano il 17,6% della popolazione straniera complessiva. Si tratta di un’incidenza superiore di poco più di 2 punti percentuali rispetto a quella per il 2003 (15,6%). Tutte le regioni del nord ovest (ad eccezione della Liguria) e tutte quelle del nord est (tranne il Friuli) presentano incidenze superiori alla media nazionale (intorno al 19%, con punte del 22% in Veneto e di quasi il 20% in Emilia Romagna). Nel centro appartiene al Lazio uno dei valori più bassi d’Italia (10,9%, cioè è minorenne 1 immigrato ogni 9), mentre sono elevati i valori delle Marche (oltre il 21%, seconda regione dopo il Veneto).
