Il tentativo dichiarato delle pagine di questo libro è ripercorrere il solco di quella tradizione, purtroppo minoritaria nel nostro paese, secondo la quale educare ha significato mettere in gioco se stessi nella relazione con l’altro. I testi e le biografie che attraversano questa antologia, annodano i loro fili attorno a comuni matrici: la libertà come autonomia nella determinazione del proprio destino; la creatività come sperimentazione del possibile e conoscenza di se stessi; l’educazione come prassi e non solo come concezione; la coscienza come incessante spazio critico anche rispetto alla propria cultura di appartenenza. È una pedagogia che si trasforma, tra l’altro, in un nuovo modello di conoscenza nel quale esplorando e problematizzando si consente, sia al bambino che all’adulto, l’accesso a forme inedite di comprensione del mondo. E quindi di immaginarne uno diverso.
